Alle volte mi chiedono perché scrivo racconti e cosa li fa venire fuori.
Oggi è merito/colpa di due paia di occhi. Quelli di G. quasi 15anni e già una diagnosi di “psicosi” che ho dovuto visitare anche se non sopporta nemmeno chi le gesticola davanti. Mentre le spiegavo della visita chiedendole se preferisse essere visitata da una donna piuttosto che da me i suoi occhi sono diventati rossi e hanno incominciato a perdere lacrime.
L’altro paio sono quelli incrociati quasi per caso di un bimbo di pochi mesi arrivato dal pronto soccorso, denutrito (circa 6 chili di peso in circa 10 mesi di vita) occhi che non rivedevo più dall’ Uganda.
Questi occhi (come tanti altri) me li porterò dentro per sempre, e per reagire a questi sguardi ai quali più di tanto non posso dare mi rifugio a progettare un racconto. Ecco perché scrivo.
Scrivere
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