Ok, oggi ho 50 anni.
E una domanda.
Perché siamo ridotti così, noi italiani?
Ci aspetta un duro periodo di sacrifici, e (almeno per me) un lunghissimo periodo di lavoro senza speranza di pensione.
Sapete, tutto questo sarebbe giustificato se fossimo usciti da una guerra (che è comunque sempre inutile) o se una catastrofe naturale ci avesse messo in ginocchio distruggendo le nostre risorse.
Ma in realtà tutto questo è dovuto solo alla pessima amministrazione del nostro patrimonio.
Come se oggi io dicessi ai miei figli: “Ragazzi il papà non può più comprarvi da mangiare perché negli anni scorsi s’è speso tutto in puttane, droga, panfili e ville.”
Di certo sarei uno splendido cinquantenne, se avessi trascorso una vita simile, soprattutto mi guarderei orgoglioso allo specchio, specialmente se avessi anche il coraggio di dire pubblicamente che i miei “figli” (cittadini) sono benestanti e che la crisi in realtà non esiste o quantomeno passerà in un soffio.
Allora, per favore, Cavaliere Berlusconi, continui a vivere la sua vita come ha sempre fatto e mi faccia un regalo, uno solo, di compleanno.
Chiuda quella fogna di bocca!
Regalo di Compleanno
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Felice?
E di cosa dovrei essere felice?
Che forse il nostro Presidente del Consiglio lascerà?
E cosa lascia alle sue spalle?
Un paese distrutto, che ovviamente “non è colpa sua”?
Già… è colpa di “quegli altri”, infatti non c’era lui quando è stato introdotto l’Euro, no, e non è stato un suo governo che non ha vigilato sull’aumento indiscriminato dei prezzi non associato all’aumento dei salari.
Chi ci darà indietro l’Italia dell’inizio di questo ventennio dove la donna veniva considerata non solo un “figa” o “merce di scambio”?
Chi ci darà indietro l’Italia che poteva dare un futuro decente a TUTTI i nostri figli?
Chi restituirà l’ammontare dei “depositi bancari” che costituivano la ricchezza dell’Italia delle famiglie alla quale TUTTI hanno dovuto ricorrere per mantenersi a galla?
Nessuno.
Perché quelli che hanno goduto, truffato, imbrogliato, e che hanno stretto alleanze economiche con tutto l’arco costituzionale, hanno proprio quel tipo di ricchezza che gli permetterò di NON PAGARE.
Perché è così che funziona, chi ha i soldi NON PAGA, invece quelli che non li hanno continueranno a pagare come hanno sempre fatto.
L’unica cosa che non capisco è perché l’onorevole Berlusconi e i suoi tributino tutto questo odio e malevolenza all’Italia che hanno depauperato e rovinato, riuscendo a farne terra bruciata peggio dell’atomica.
Forse lui se ne andrà, forse tornerà.
Ma i problemi restano tutti, e non mi sembra di vedere all’orizzonte qualcuno che abbia davvero idee o autorità o affidabilità tali da risolverle, solo perché anni di TV spazzatura, gestione clientelare e demeritocratica, di Truman Show politico sociale ed economico vissuto ogni giorno grazie ai Minzolini, ai Vespa, ai Ferrara non verranno cancellati in un secondo.
Forse non verranno cancellati mai.
E io dovrei essere felice?
Lo so, suona medioevale e inutile, ma lasciatemelo dire: “Siate Maledetti!”
Tanto non serve.
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Fine Turno
Finisce l’ennesimo turno di notte.
Il conto è pari.
Alle 23.05 è morta una donna di 42 anni nell’adiacente reparto della Fibrosi Cistica, alle 6.41 è nato un maschietto.
Lei lascia un marito (sposato un anno fa e ben consapevole dell’aspettativa di vita della moglie) che dovrà subire un intervento alla colonna vertebrale per tumore.
Il piccolo si gode l’abbraccio dei suoi genitori.
Questa è la totale, serena, illogicità dell’amore, che spinge tutti (per caso o per volontà di una qualsiasi Entità Superiore, fate voi) a rischiare in questa vita giorno dopo giorno per qualcosa che forse nemmeno abbiamo ben chiaro.
“Cosa Sarà?” cantavano Dalla e De Gregori.
E da qui inizia la mia giornata.
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Viaggiando
Ci sono viaggi che iniziano all’aeroporto e viaggi che iniziano a casa.
L’ho scritta ieri, questa frase, su un bigliettino.
Lo so, è opinabile (la frase) perché anche il viaggio che inizia in aeroporto in realtà inizia quando lasci casa.
Ma alle volte le frasi mi scappano così.
Puoi anche rimanere a casa e ritrovarti a viaggiare, un viaggio lungo, sudato, faticoso, quotidiano, un viaggio che richiede una scelta costante, ogni volta che riapri gli occhi al mattino e (magari) un attimo di ringraziamento prima di richiuderli la sera.
Sia chiaro, a me piace viaggiare, nel mondo. E non da solo.
Come si può vedere dall’immagine della testata del blog, e anche dalla foto qua sotto.
Dedicato a tutti quelli che amano passare la vita viaggiando.
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Scrivere
Alle volte mi chiedono perché scrivo racconti e cosa li fa venire fuori.
Oggi è merito/colpa di due paia di occhi. Quelli di G. quasi 15anni e già una diagnosi di “psicosi” che ho dovuto visitare anche se non sopporta nemmeno chi le gesticola davanti. Mentre le spiegavo della visita chiedendole se preferisse essere visitata da una donna piuttosto che da me i suoi occhi sono diventati rossi e hanno incominciato a perdere lacrime.
L’altro paio sono quelli incrociati quasi per caso di un bimbo di pochi mesi arrivato dal pronto soccorso, denutrito (circa 6 chili di peso in circa 10 mesi di vita) occhi che non rivedevo più dall’ Uganda.
Questi occhi (come tanti altri) me li porterò dentro per sempre, e per reagire a questi sguardi ai quali più di tanto non posso dare mi rifugio a progettare un racconto. Ecco perché scrivo.
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Ipocrisia
Ipocrisia è decidere di formare una coalizione di volenterosi per difendere un unico popolo oppresso (che sotto i piedi ha ricchissimi giacimenti di petrolio) e mandare a quel paese tutti gli altri che invece posano i piedi sulla nuda terra e basta.
Ipocrisia è sentire che la NATO che doveva solo offrire appoggio logistico ovviamente ha combattuto la guerra anti tiranno.
Ipocrisia è pretendere che proprio quelli che hanno subito la tirannia per tanti anni possano ritrovarsi tra le mani il tiranno e ovviamente consegnarlo ad un tribunale internazionale.
Ipocrisia è anche solo pensare di istruire un processo su chi, come e perché abbiano ucciso Gheddafi.
L’unico sincero è stato il “Sic Transit Gloria Mundi” che immagino detto pensando “menomale che non governo in nordafrica”.
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Capita
Capita che andando al lavoro ascolto su Radiotre il GR che come ultima notizia da quella delle nozze principesche che si stanno tenendo in Bhutan e come ultima chiosa della notizia il giornalista dice che in quel piccolo stato tra India e Cina il PIL (Prodotto Interno Lordo) è stato sostituito da questo e capita anche che vorrei fare una inversione a U caricare la famiglia a andare a vivere in Bhutan.
Capita…
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Insegnamenti di Anakin (il nostro cane)
In autunno si gioca a lanciarsi nei mucchi di foglie secche.
Per l’inverno si gioca con la neve.
In primavera si rincorrono le farfalle.
E in estate ci si crogiola al sole.
Magari insieme a tanti amici pelosi e scodinzolanti.
E noi la chiamiamo vita da cani?
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POST A RETE UNIFICATA
La libertà della Rete non si tocca!
Se volete partecipare cliccate qui.
Comma ammazza-blog. Post dedicato a Gasparri & C.
Probabilmente oggi stesso ricomincerà il dibattito parlamentare sul disegno di legge in materia di riforma delle intercettazioni, disegno di legge che introdurrebbe, una volta approvato, numerose modifiche al nostro ordinamento lungo tre direttrici: limitazioni alla utilizzabilità dello strumento delle intercettazioni da parte dei magistrati; divieto di pubblicazione di atti di indagine per i giornalisti, anche se si tratta di atti non più coperti da segreto; estensione di parte della normativa sulla stampa all’intera rete.
Cerchiamo di chiarire sinteticamente i dubbi espressi in materia.
Il disegno di legge di riforma delle intercettazioni ha un impatto significativo sulla rete?
Il ddl di riforma della normativa sulle intercettazioni influisce sulla rete in due modi, innanzitutto perché le limitazioni introdotte dal ddl in merito alla pubblicabilità degli atti di indagine riguarda, ovviamente, anche la rete, relativamente al giornalismo professionale, ma soprattutto perché in esso è presente il comma 29 che è scritto specificamente per la rete. Cosa prevede il comma 29? Il comma 29 estende parte della legislazione in materia di stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, alla rete, in particolare l’art. 8 che prevede la cosiddetta “rettifica”.
Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere dei media unidirezionali e di bilanciare le posizioni in gioco. Nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, un semplice cittadino potrebbe avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie, e comunque ne trascorrerebbe molto tempo con ovvi danni alla sua reputazione. Per questo motivo è stata introdotta la rettifica che obbliga i direttori o i responsabili dei giornali o telegiornali a pubblicare gratuitamente le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti che si ritengono lesi.
Il comma 29 estende la rettifica a tutta la rete?
La norma in questione estende la rettifica a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. La frase “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” è stata introdotta in un secondo momento proprio a chiarire, a seguito di dubbi sorti tra gli esperti del ramo che propendevano per una interpretazione restrittiva della norma (quindi applicabile solo ai giornali online), che la norma deve essere invece applicata a tutti i siti online. Ovviamente sorge comunque la necessità di chiarire cosa si intenda per “siti informatici”, per cui, ad esempio, potrebbero rimanere escluse la pagine dei social network, oppure i commenti alle notizie. Al momento non è dato sapere se tale norma si applicherà a tutta la rete, in ogni caso è plausibile ritenere che tale obbligo riguarderà gran parte della rete.
Entro quanto tempo deve essere pubblicata la rettifica inviata ad un sito informatico?
Il comma 29 estende la normativa prevista per la stampa, per cui il termine per la pubblicazione della rettifica è di due giorni dall’inoltro della medesima, e non dalla ricezione. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.
E’ possibile aggiungere ulteriori elementi alla notizia, dopo la rettifica?
Il ddl prevede che la rettifica debba essere pubblicata “senza commento”, la qual cosa fa propendere per l’impossibilità di aggiungere ulteriori informazioni alla notizia, in quanto potrebbero essere intese come un commento alla rettifica stessa. Ciò vuol dire che non dovrebbe essere nemmeno possibile inserire altri elementi a corroborare la veridicità della notizia stessa.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è sostanzialmente quella della legge sulla stampa, la quale chiarisce che le informazioni da rettificare non sono solo quelle contrarie a verità, bensì tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni “da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità”, laddove essi sono i soggetti citati nella notizia. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia. Non si tratta affatto, in conclusione, di una valutazione sulla verità, per come è congegnata la rettifica in sostanza si contrappone la “verità” della notizia ad una nuova “verità” del rettificante, con ovvio scadimento di entrambe le “verità” a mera opinione (Cassazione n. 10690 del 24 aprile 2008: “l’esercizio del diritto di rettifica… è riservato, sia per l’an che per il quomodo, alla valutazione soggettiva della persona presunta offesa, al cui discrezionale ed insindacabile apprezzamento è rimesso tanto di stabilire il carattere lesivo della propria dignità dello scritto o dell’immagine, quanto di fissare il contenuto ed i termini della rettifica; mentre il direttore del giornale (o altro responsabile) è tenuto, nei tempi e con le modalità fissate dalla suindicata disposizione, all’integrale pubblicazione dello scritto di rettifica, purché contenuto nelle dimensioni di trenta righe, essendogli inibito qualsiasi sindacato sostanziale, salvo quello diretto a verificare che la rettifica non abbia contenuto tale da poter dare luogo ad azione penale”).
Come deve essere inviata la richiesta di rettifica?
La normativa non precisa le modalità di invio della rettifica, per cui si deve ritenere utilizzabile qualunque mezzo, fermo restando che dopo dovrebbe essere possibile provare quanto meno l’invio della richiesta. Per cui anche una semplice mail (non posta certificata) dovrebbe andare bene.
Cosa accade se non rettifico nei due giorni dalla richiesta?
Se non si pubblica la rettifica nei due giorni dalla richiesta scatta una sanzione fino a 12.500 euro.
Che succede se vado in vacanza, mi allontano per il week end, o comunque per qualche motivo non sono in grado di accedere al computer e non pubblico la rettifica nei due giorni indicati?
Queste ipotesi non sono previste come esimenti, per cui la mancata pubblicazione della rettifica nei due giorni dall’inoltro fa scattare comunque la sanzione pecuniaria. Eventualmente sarà possibile in seguito adire l’autorità giudiziaria per cercare di provare l’impossibilità sopravvenuta alla pubblicazione della rettifica. È evidente, però, che non si può chiedere l’annullamento della sanzione perché si era in “vacanza”, occorre comunque la prova di un accadimento non imputabile al blogger.
La rettifica prevista dal comma 29 è la stessa prevista dalla legge sulla privacy?
No, si tratta di due cose ben diverse anche se in teoria ci sarebbe la possibilità di una sovrapposizione parziale. La legge sulla privacy consente al cittadino di chiedere ed ottenere la correzione di dati personali, mentre la rettifica ai sensi del comma 29 riguarda principalmente notizie.
Con il comma 29 si equipara la rete alla stampa?
Con il suddetto comma non vi è alcuna equiparazione di rete e stampa, anche perché tale equiparabilità è stata più volte negata dalla Cassazione. Il comma 29 non fa altro che estendere un solo istituto previsto per la stampa, quello della rettifica, a tutti i siti informatici.
Con il comma 29 anche i blog non saranno più sequestrabili, come avviene per la stampa?
Assolutamente no, come già detto con il comma 29 non si ha alcuna equiparazione della rete alla stampa, si estende l’obbligo burocratico della rettifica ma non le prerogative della stampa, come l’insequestrabilità. Questo è uno dei punti fondamentali che dovrebbe far ritenere pericoloso il suddetto comma, in quanto per la stampa si è voluto controbilanciarne le prerogative, come l’insequestrabilità, proprio con obblighi tipo la rettifica. Per i blog non ci sarebbe nessuna prerogativa da bilanciare.
Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.
Se ritengo che la rettifica non sia dovuta, posso non pubblicarla?
Ovviamente è possibile non pubblicarla, ma ciò comporterà certamente l’applicazione della sanzione pecuniaria. Come chiarito sopra la rettifica non si basa sulla veridicità di una notizia, ma esclusivamente su una valutazione soggettiva della sua lesività. Per cui anche se il blogger ritenesse che la notizia è vera, sarebbe consigliabile pubblicare comunque la rettifica, anche se la stessa rettifica è palesemente falsa.
Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica, il titolare del dominio, il gestore del blog?
Questa è un’altra problematica che non ha una risposta certa. La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi è il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Anche qui non è possibile dare una risposta certa al momento. In linea di massima un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
Pensavo di creare un widget che consente agli utenti di pubblicare direttamente la loro rettifica senza dovermi inviare richieste. In questo modo sono al riparo da eventuali multe?
Assolutamente no, la norma prevede la possibilità che il soggetto citato invii la richiesta di rettifica e non lo obbliga affatto ad adoperare widget o similari. Quindi anche l’attuazione di oggetti di questo tipo non esime dall’obbligo di pubblicare rettifiche pervenute secondo differenti modalità (ad esempio per mail).
Pensavo di aprire un blog su un server estero, in questo modo non sarei più soggetto alla rettifica?
Per non essere assoggettati all’obbligo della rettifica è necessario non solo avere un sito hostato su server estero, ma anche risiedere all’estero, come previsto dalla normativa europea. E, comunque, anche la pubblicazione di notizie su un sito estero potrebbe dare adito a problemi se le notizie provengono da un computer presente in Italia.
E’ vero che in rete è possibile pubblicare tutto quello che si vuole senza timore di conseguenze? E’ per questo che occorre la rettifica?
Questo è un errore comune, ritenere che non vi sia alcuna conseguenza a seguito di pubblicazione di informazioni o notizie online, errore dovuto alla enorme quantità di informazioni immesse in rete, ovviamente difficili da controllare in toto. Si deve inoltre tenere presente che comunque l’indagine penale od amministrativa necessita di tempo, e spesso le conseguenze penali od amministrative a seguito di pubblicazioni online, si hanno a distanza di settimane o mesi. In realtà alla rete si applicano le stesse medesime norme che si applicano alla vita reale, anzi in alcuni casi la pubblicazione online determina l’aggravamento della pena. Quindi un contenuto in rete può costituire diffamazione, violazione di norme sulla privacy o sul diritto d’autore, e così via… Il discorso che spesso si fa è, invece, relativo al rischio che un contenuto diffamante possa rimanere online per parecchio tempo. In realtà nelle ipotesi di diffamazione o che comunque siano lesive per una persona, è sempre possibile ottenere un sequestro sia in sede penale che civile del contenuto online, laddove l’oscuramento avviene spesso nel termine di 48 ore.
Ho letto di un emendamento presentato da alcuni politici che dovrebbe risolvere il problema della rettifica. È un buon emendamento?
Già lo scorso anno fu presentato un emendamento da alcuni parlamentari, che sostanzialmente dovrebbe essere riproposto quest’anno, con qualche modifica. In realtà l’emendamento Cassinelli, dal nome dell’estensore, non migliora di molto la norma: allunga i termini della rettifica a 10 giorni, stabilisce che i commenti non sono soggetti a rettifica, e riduce la sanzione in caso di non pubblicazione. L’allungamento dei termini non è una grande conquista, in quanto l’errore di fondo del comma 29 è l’equiparazione tra rete e stampa, cioè tra attività giornalistica professionale e non professionale, compreso la mera manifestazione del pensiero, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, esplicata dai cittadini tramite blog. Per i commenti la modifica è addirittura inutile in quanto una lettura interpretativa dovrebbe portare al medesimo risultato, anzi forse sotto questo profilo l’emendamento è peggiorativo perché invece di “siti informatici” parla di “contenuti online” con una evidente estensione degli stessi (pensiamo alle discussioni nei forum). Tale emendamento viene giustificato con l’esempio del blogger che scrive: “Tizio è un ladro”, ipotesi nella quale, si dice, Tizio ha il diritto di vedere rettificata la notizia falsa. Immaginiamo invece che Tizio effettivamente sia un ladro, la rettifica gli consentirebbe di correggere una notizia vera con una falsa. Se davvero Tizio non è un ladro, invece, non ha alcun bisogno di rettificare, può denunciare direttamente per diffamazione il blogger ed ottenere l’oscuramento del sito in poco tempo.
Ma in sostanza, quale è lo scopo di questa norma?
Una risposta a tale domanda è molto difficile, però si potrebbe azzardarla sulla base della collocazione della norma medesima. Essendo inserita nel ddl intercettazioni, potrebbe forse ritenersi una sorta di norma di chiusura della riforma, riforma con la quale da un lato si limitano le indagini della magistratura, dall’altro la pubblicazione degli atti da parte dei giornalisti. Poi, però, rimarrebbe il problema se un giornalista decide di aprire un blog in rete e pubblicare quelle intercettazioni che sul suo giornale non potrebbe più pubblicare. Ecco che il comma 29 evita questo possibile rischio.
Bruno Saetta
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In Banca
Mi capita di incrociare in banca un esponente politico locale, eletto al consiglio regionale, nel suo completo grigio da executive e immancabile auricolare del Blackberry. Apprezzo che faccia la fila come noi mortali, ma poi toppa quando arriva alla cassa, infatti si informa con precisione maniacale sul costo di ogni operazione (domanda distinguibilissima anche a distanza di cortesia aldilà della striscia gialla dove staziono ordinatamente). E mi fermo a riflettere che lui guadagna in un mese almeno sei mesi del mio stipendio e che soprattutto non ha un ***** di pensiero su come arrivare alla fine del mese e forse proprio perché non ha di questi fastidiosi pensieri essenziali può permettersi di sindacare sui 3,5 euro piuttosto che 1,5 che gli verranno sottratti dal conto per le operazioni.
Ah, dimenticavo, il suddetto milita nella sinistra, a riprova che, messo il sedere sulla poltrona, le differenze svaniscono.
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